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LIBRI,
DOCUMENTI E VIDEO RELATIVI A INZAGO INZAGO NEI DOCUMENTI PIÙ ANTICHI ![]() |
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I documenti presenti in questa
pagina risalgono, quasi tutti, ai secoli precedenti l'anno
Mille. Si tratta, quindi, del periodo altomedievale della
dominazione franco-longobarda, fino ad arrivare all'inizio del
regno ottoniano in Alta Italia. "Anticiaco" (con tutta una
serie di leggere varianti ortografiche relative a tale nome:
Andiciago; Andiciacum; Anticiacum; Aniciacum; Inticiacum) così
come altre località che erano state infeudate dal monastero di
Sant'Ambrogio di Milano (Gessate, Cavenago, Cologno Monzese,
Campione, Limonta, ecc.), risulta citato in alcuni atti
notarili che riguardano, solitamente, vendite o permute di
terreni. Ma vi è pure il testamento di Garibaldo, vescovo di
Bergamo, datato all'anno 870 d.C. il quale costituisce, senza
dubbio, il documento più interessante di quell'epoca per
quanto concerne le vicende storiche di Inzago.
Dal momento che le immagini
sono tutte ad alta risoluzione, una volta aperti i file PDF si
consiglia di ingrandire le pagine fino ad ottenere una comoda
lettura del contenuto dei documenti. Le misure delle pergamene
originali sono assai diverse tra di loro, anche se in questa
sezione potrebbero sembrare all'incirca delle medesime
dimensioni, per via del fatto che sono state tutte riportate a
una misura d'impaginazione standard. Il documento di maggiori
dimensioni è il testamento del vescovo Garibaldo, che misura
90 cm in altezza e 50 cm in larghezza ed è di gran lunga più
grande delle altre pergamene.
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| IL
PRIMO DOCUMENTO IN CUI COMPARE IL NOME DI INZAGO (ANDICIAGO) TRATTO DAL "CODEX DIPLOMATICUS LANGOBARDIAE", CON LA SOLA TRASCRIZIONE DEL TESTO |
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Tipo
di documento: CARTOLA DONACIONIS Anno: 840, mese di Aprile Note: nei libri / articoli / monografie pubblicate nel secolo scorso che riportano le notizie storiche di Inzago, vi sono alcune lievi imprecisioni riguardo la data della prima citazione scritta del nome di Inzago nei documenti antichi. L'avvocato Giuseppe Pirotta ha inserito un refuso nel suo libro “Burgus de Anticiaco - Memorie storiche” assegnando l'anno 842 a una "Precepti Formula" la quale risulta datata, in realtà, all'anno 893 (tale documento è consultabile, più sotto, in questa pagina). Così, nella monografia pubblicata nel 1979 dalla Biblioteca Cattolica Popolare di Inzago veniva segnalato tale refuso, asserendo che il primo documento in cui si trova citata la località di Inzago, era l'atto "Convenientia", datato all'anno 848 (anche quest'ultimo documento è consultabile qui sotto). In realtà, però, vi è un atto notarile dell'anno 840 (riportato qui a fianco), nel quale risulta presente come teste Anselmo de Andiciago (persona che compare in numerosi atti di vendita e di acquisto di terreni: padre di Gundelasio e di Gariberga è uno dei personaggi chiave citati nel testamento del vescovo Garibaldo). È, dunque, proprio quest'ultimo il documento nel quale si legge per la prima volta l'antico nome medievale di Inzago, in una delle tante varianti ortografiche (Andiciago) in uso a quell'epoca. |
| DOCUMENTI
PUBBLICATI SUI DUE VOLUMI DEL MUSEO DIPLOMATICO DELL'ARCHIVIO
DI STATO DI MILANO (a cura d Alfio R. Natale) CON L'IMMAGINE DELLE PERGAMENE ORIGINALI E CON LA LORO TRASCRIZIONE |
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Tipo
di documento: CONVENIENTIA Anno: 848, mese di Marzo Note: è interessante notare come in questo atto notarile i testimoni che firmano alla fine del documento (in alcuni casi con la sola croce), specifichino quali leggi e quali consuetudini seguano: quelle longobarde per coloro che appartenevano a tale popolazione e si professavano di conseguenza "ex genere Allamannorum"; oppure quelle introdotte dai nuovi conquistatori Franchi, nel caso di appartenenza a quest'ultima popolazione e che si professavano, quindi, "ex genere Francorum". Gli ecclesiastici, d'altra parte, continuavano a seguire le leggi del diritto romano, già codificate dall'imperatore Giustiniano nel "Corpus Iuris Civilis": un vero guazzabuglio di norme e di consuetudini nelle quali gli uomini di legge dovevano sapersi destreggiare! |
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Tipo
di documento: CARTOLA VINDITIONIS Anno: 855, mese di Giugno Note: Garibaldo del fu Odelbaldo, del vico Criberiago, e suo figlio Anselmo, consenzienti le rispettive consorti, Tadeldruda e Vuadelberga, dichiarano di ricevere da Autelmo del fu Agemundo, da Inzago, sei libbre d'argento, per la vendita di case e beni massarici nel vico e fondo di Inzago. Garibaldo, inoltre, conferma ad Autelmo le donazioni di case e beni massarici nel vicо е fondo di Biliciago faltegli in occasione delle nozze con sua figlia Gotenia. Autelmo da Inzago e sua moglie Gotenia (Gottinia) sono i genitori di Gundelasio e di Gariberga, personaggi chiave nel testamento del vescovo Garibaldo. |
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Tipo
di documento: CARTOLA VENDICIONE Anno: 858, mese di Gennaio Note: Vuago del fu Talto, da Gessate, riceve da Autelmo del fu Agemundo, da Inzago, quaranta soldi d'argento, prezzo della vendita di una vigna a Sorbulo e di una selva a Tacianica nel vico e fondo di Gessate. Anche in questo documento compare Autelmo da Inzago. |
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Tipo
di documento: CARTOLA VENDICIONE Anno: 859, mese di Dicembre Note: Ermemperto del fu Adreverto, da Aello, riceve da Autelmo del fu Agimundo, da Inzago, quaranta soldi d'argento, prezzo della vendita d'una casa con terreno ad orto e vigna, e quanto gli compete, per metà, d'un torchio a Comazzo, nel territorio di Lodi. Anche in questo documento compare Autelmo da Inzago. |
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Tipo di documento: IUDICATUM (PAGINA TESTAMENTI) Anno: 870, mese di Marzo Note: è il celebre testamento di Garibaldo, vescovo di Bergamo. Si tratta di un documento assai importante per il borgo di Inzago perché descrive com'era il vico agricolo in età altomedievale. Peraltro, si tratta di un documento interessante anche per la città di Milano, dal momento che in esso vi è la prima citazione del monastero di Santa Maria di Wigelinda (diventato, poi, monastero di Santa Radegonda). La traduzione integrale del testamento del vescovo Garibaldo (effettuata dal dottor Tommaso Ghigliazza e pubblicata sul numero 1 dei "Quadeni di Proposta" nel 1979, a cura della Biblioteca Cattolica Popolare di Inzago) si trova nella sezione "Fatti, personaggi e curiosità inzaghesi / Eventi di rilevanza storica" di questo sito. Per comodità, riportiamo pure qui sotto il LINK che permette di aprire anche da questa pagina la traduzione integrale del dottor Ghigliazza. LINK per visualizzare direttamente la traduzione integrale del testamento del vescovo Garibaldo |
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Tipo
di documento: BREVE VESTITURA Anno: 874, mese di Aprile Note: documento di notevole importanza, nel quale oltre a essere citati vari personaggi già presenti nel testamento precedente (Garibaldo, Antelmo, Gottinia, Gundelasio, ecc.) e la località di Anticiaco, risulta possibile stabilire la provenienza e la paternità del vescovo Garibaldo e di suo fratello Autprando. Ci troviamo di fronte, infatti, a una "vexata quaestio", in quanto gli storici bergamaschi hanno sempre sostenuto che il vescovo Garibaldo fosse di origini bergamasche (con argomentazioni decisamente valide, alla luce di questo atto notarile), mentre alcuni storici milanesi (tra cui il noto studioso Gian Piero Bognetti) suggerivano una probabile origine brianzola (e, in quest'ultimo caso, il riferimento più ovvio, naturalmente, diventava proprio la località di Inzago). In questa "Breve vestitura" sono i due fratelli stessi che si dichiarano davanti a un notaio: sono originari di Vesterica (attuale Valtrighe, frazione di Mapello, provincia di Bergamo) e sono figli del fu Isone. Nell'immagine della pergamena e nella pagina con la sua trascrizione è stato inserito un piccolo cerchio rosso, che indica la riga (in realtà nella pergamena siamo a cavallo tra due righe) nella quale i due fratelli si dichiarano originari di Vesterica e figli del fu Isone. |
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Tipo
di documento: CARTULA COMUTACIONIS Anno: 892, mese di Maggio Note: Pietro, abate del monastero di S. Ambrogio di Milano, dà in permuta a Pietro, arciprete e custode della chiesa di S. Giovanni di Monza, la basilica di S. Eugenio in Concorezzo con beni e terre a vigna e a campo nel luogо a Prato de valle, a Runcosiolo, alla Chiusura de Cerone, a Vustana, a Puble, a Vida, a Vidi da porta in porta e a Glandaria; e riceve dallo stesso Pietro arciprete la basilica di S. Giorgio in Cologno, con area, corte, orto, campo altri beni pertinenti. Nel documento compare Gisenulfus de Anticiaco |
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Tipo
di documento: NOTICIA IUDICATI Anno: 892, mese di Agosto Note: Maginfredo, conte di palazzo e conte del comitato di Milano, sedente in giudizio a Milano, e, con lui sedenti Rotcherio, visconte della città di Milano, Urseperto e Ragifredo, giudici dell'imperatore, Rotperto, Ragiberto, Aginaldo, Hilderato, giudici della medesima città, ed altri giudici e notai, nella causa vertente tra il monastero di S. Ambrogio di Milano e la chiesa di S. Giovanni di Monza, rispettivamente sugli oratori di S. Giorgio in Cologno e di S. Eugenio in Concorrezzo, con relativi beni e terreni, giudicano a favore del monastero di S. Ambrogio circa la proprietà dell'oratorio di S. Giorgio, giusta la permuta già intervenuta tra le parti nel maggio dell'anno in corso. Anche in questo documento compare, di nuovo, Gisenulfus de Anticiaco. |
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Tipo
di documento: PRECEPTI FORMULA Anno: 893 incertis mense et die Note: si tratta del documento che l'avvocato Pirotta ha inserito nel suo libro come l'atto notarile più antico nel quale compare il nome di "Anticiaco" (citato tra i possedimenti del monastero di Sant'Ambrogio), datandolo all'anno 842, quando invece risulta appartenere all'anno 893. Visto che questo documento è stato inserito nel libro dopo quelli datati 848 e 870 (testamento del vescovo Garibaldo), è probabile che l'avvocato Pirotta ne abbia avuto notizia solo in un secondo tempo e che forse non abbia neppure avuto modo di consultare il documento di persona; così non è da escludere che magari sia stata la fonte stessa che glielo ha segnalato a indicare come data l'anno 842, con un errore di 51 anni rispetto alla sua data reale. |
| ALTRI
DOCUMENTI DEL SECOLO X TRATTI DAL "CODEX DIPLOMATICUS
LANGOBARDIAE", CON LA SOLA TRASCRIZIONE DEL TESTO |
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Tipo
di documento: COMMUTATIO Anno: 913, mese di Giugno Note: il documento parla di una "commutatio bonorum" nel territorio di Anticiaco, ossia uno scambio diretto di terreni senza esborso di soldi, dove entrambe le parti in gioco hanno ritenuto di ottenere, evidentemente, dei vantaggi (poteva trattarsi, ad esempio, di vantaggi logistici riguardo la posizione dei terreni rispetto ad altre proprietà già possedute). |
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Tipo
di documento: PLACITO Anno: 918, mese di Aprile Note: siamo ormai all'epoca dell'imperatore Berengario e in questo documento compare il giudice "Giselbertus del loco Anticiaco". È anche l'epoca delle scorrerie degli Ungari nei territori dell'Alta Italia e Berengario, non riuscendo a contenere tali scorrerie, verserà loro oro e argento per cercare di placare (inutilmente) il furore selvaggio di tali popoli. |
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Tipo
di documento: COMMUTATIO Anno: 941, mese di Febbraio Note: l'imperatore Berengario oltre a versare oro e argento agli Ungari, adottò un'altra strategia atta a facilitare la difesa delle singole località: alcuni diplomi mostrano che rilasciò con una certa sollecitudine ai vescovi e ai signori locali la facoltà di far costruire delle mura di natura difensiva contro le incursioni degli Ungari e, una volta costruite tali mura difensive, al nome della località veniva aggiunto l'appellativo di "Castrum". Così in questa "commutatio bonorum" nel territorio di Inzago troviamo scritto: "... in vico Anticiaco prope puteo de suprascripto castro..." ossia nel vico di Inzago vicino a un pozzo del soprascritto CASTRO. Anche Inzago, dunque, nel 941 si era ormai dotato di mura difensive, infatti in altri documenti più tardi, lo si trova spesso citato come "Castrum Anticiaco". |
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di documento: PROMISSIO Anno: 985, mese di Marzo Note: Documento che riguarda fondamentalmente il territorio in provincia di Bergamo, nel quale vengono citati due persone abitanti nel vico de Anticiaco: Pietro e Benedetto. |
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Tipo
di documento: BOLLA PONTIFICIA DI PAPA GREGORIO V Anno: 997, mese di Aprile Note: bolla di papa Gregorio V (Brunone da Worms, che fu il primo papa di origine germanica), nella quale vengono confermate le proprietà del monastero di Sant'Ambrogio di Milano e tra queste località troviamo citato Anticiaco. Nella nota in calce si legge che tale documento potrebbe essere spurio, una falsificazione di un paio di secoli dopo. |
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Tipo
di documento: BOLLA PONTIFICIA DI PAPA GREGORIO V Anno: 998, mese di Aprile Note: bolla di papa Gregorio V (vedi sopra) nella quale vengono confermate le proprietà del monastero di Sant'Ambrogio, tra le quali compare la località di Anticiaco. |
| PRECETTI
INTIMATI DALL'ABATE ARDENGO VISCONTI AGLI UOMINI DI lNZAGO L'8
DICEMBRE DEL 1232 |
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Tipo
di documento: PRECETTI INTIMATI DALL'ABATE ARDENGO VISCONTI
AGLI UOMINI DI INZAGO Anno: 1232, mese di Dicembre Note: viene riportata la trascrizione di questo interessante documento - datato all'anno 1232 -, che permette di capire quanto fossero diventate pesanti le imposizioni degli Abati del monastero di Sant'Ambrogio di Milano nei confronti dei coloni di Inzago, che lavoravano le loro terre. Alcuni contadini di Inzago decisero di trasferirsi a Bellinzago Lombardo, nel tentativo di sottrarsi al pesante giogo che li vincolava al monastero di Sant'Ambrogio, ma oltre al danno derivante dal fatto di aver dovuto sostenere il trasloco materiale, subirono pure la beffa perché l'imperatore Federico, al quale si era rivolto l'abate Ardengo Visconti, decise che sopra i coloni che si erano trasferiti a Bellinzago dovesse continuare a rimanere valida la stessa giurisdizione come quando abitavano a Inzago. Questa trascrizione dei precetti è stata curata da don Rinaldo Beretta parroco di Robbiano, che fu uno studioso molto scrupoloso nel verificare sempre l'attendibilità delle fonti e dei documenti storici. Nei suoi studi si interessò, in particolare, alle vicende storiche della Brianza, sua terra d'origine. |
