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CARTOGRAFIA
DEL TERRITORIO DI INZAGO MAPPE STORICHE ![]() |
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| Le
prime mappe di dettaglio del territorio inzaghese compaiono con
il catasto di Carlo VI, nel 1721. Prima di allora, le mappe di
dettaglio venivano disegnate solo per le città importanti come
Milano, mentre nelle carte topografiche che rappresentavano
tutto il territorio milanese, i borghi e le località del contado
venivano solitamente indicati con un semplice simbolo, alcune
volte posizionato in maniera piuttosto approssimativa o al più,
nel caso di territorio limitati, con qualche edificio fortemente
standardizzato, che sono tipici nelle vedute a "volo di
uccello". Si riportano qui sotto, come esempio tra le tante,
cinque carte topografiche del territorio milanese pubblicate a
cavallo tra il '500 e il '700. A seguire, le dettagliate mappe catastali del territorio di Inzago del catasto di Carlo VI (solitamente chiamato Catasto Teresiano) e dei catasti successivi, conservate presso l'Archivio di Stato di Milano e qualche altra immage di interessanti carte topografiche ottocentesche. A chiusura e a completamento di questa sezione dedicata alle "Mappe storiche" del territorio di Inzago, vengono mostrate alcune immagini relative alla Base geodetica di Somma Lombardo, tracciata dagli astronomi di Brera nel 1788, operazione che costituì un passo fondamentale nel campo della geodesia e che permise di migliorare notevolmente la precisione e il corretto orientamento delle carte topografiche a uso civile e militare del nostro territorio. Una nota finale spiegherà le strane e curiose incongruenze che si possono trovare nella lettura dei valori della longitudine indicate sulle carte geografiche dei secoli passati. Dove non specificato, le mappe cartacee sono di proprietà del curatore di questa sezione e da lui digitalizzate e georiferite. |
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| ESEMPI
DI MAPPE DEL TERRITORIO MILANESE PUBBLICATE TRA IL CINQUECENTO
E IL SETTECENTO |
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Carta
topografica della LONBARDIA (sic). Al momento, risulta la mappa
più antica da noi rinvenuta nella quale compare - tutto a
sinistra nell'immagine - Inzago. Il nome scritto, in realtà,
risulta essere "Izago", con la lettera zeta scritta alla
Leonardo, ossia come se fosse riflessa allo specchio. Questa
carta topografica è stata pubblicata a Venezia dallo stampatore
Antonio de Rubertis poco dopo l'anno 1515: lo si deduce dal
fatto che vi è indicata la battaglia dei Giganti, combattuta a
cavallo tra il 13 e 14 Settembre del 1515, nella campagna tra
Melegnano e San Giuliano Milanese. Tale battaglia è conosciuta
anche con il nome di battaglia di Marignano e vide contrapposti
tra di loro l'esercito francese (comandato dal re Francesco I)
con l'appoggio dei Veneziani e la fanteria Svizzera. Atlante storico di Milano, città di Lombardia - Virgilio Vercelloni |
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Carta
topografica disegnata del cartografo Giorgio Settala e stampata
dal celebre Ortelius nel 1562, che la inserì pure nella sua
edizione tedesca del Theatrum Orbis Terrarum. Questa
carta topografica si distingue dalle altre perché ha il nord a
destra, invece che in alto; sui bordi vi sono indicate le
coordinate geografiche ma sono poco precise, al punto che invece
di scrivere 45 (come gradi per la latitudine), hanno ripetuto il
numero 43! La longitudine, anch'essa assai imprecisa, è
riferita, come si usava allora, al meridiano di riferimento
passante per l'isola del Ferro (nell'arcipelago delle Canarie).
Inzago è posizionato lungo il naviglio della Martesana, tra
Trezzo e Gorgonzola, ed è indicato con il medesimo simbolo usato
per tutti i borghi riportati sulla carta topografica: un piccolo
rettangolo come base, sormontato da quella che dovrebbe essere
una minuta guglia di campanile. David Rumsey Map Collection |
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Questa
carta topografica è stata realizzata prendendo come riferimento
l'Atlante d'Italia compilato dal celebre cartografo Giovanni
Antonio Magini. Copie, più o meno ben disegnate, ne sono state
realizzate e stampate in una discreta quantità, specie da parte
dei cartografi e stampatori d'oltralpe, che l'hanno regolarmente
inserita nelle loro pubblicazioni. In questa carta, in
particolare, sono state indicate alcune località (come ad
esempio cassina Bianca e Retenate di Vignate) che difficilmente
capita di trovare indicate su altre carte topografiche con la
medesima scala. Le coordinate geografiche sono indicate sui
bordi (e, al solito, sono poco precise), con la longitudine
riferita al meridiano passante per l'isola del Ferro. Inzago si
trova tra Fornasa (Villa Fornaci) e Grapello
(Groppello d'Adda) lungo il Navili(an)o flumen. La
sua data di pubblicazione si posiziona attorno al 1600. David Rumsey Map Collection |
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Mappa
de "Le Grand Teatre de la Guerre en Italie" pubblicata nel 1708.
Durante la guerra di successione spagnola il principe Eugenio di
Savoia attraversò la Pianura Padana con l'esercito austriaco, si
accampò presso la cittadina di Chiari e attese l'attacco delle
truppe francesi al comando di François de Neufville de Villeroy:
l'esercito francese venne sconfitto dalle truppe austriache al
comando del principe Eugenio di Savoia. Nella mappa si vede il
dispiegamento dei due eserciti presso Chiari, il primo di
Settembre del 1701 e, nel mese di Febbraio del 1702, Eugenio di
Savoia con le sue truppe assediò la città di Cremona, facendo
prigioniero François de Neufville de Villeroy. Nella parte alta vi è il disegno scenografico con un primo piano del condottiero Eugenio di Savoia e delle sue truppe, mentre stanno attraversando un territorio di montagna. In questa mappa è curioso notare come la longitudine presenti dei valori decisamente anomali: Milano si troverebbe a 31 gradi e 14 primi Est, rispetto a un presunto meridiano di riferimento che avrebbe dovuto trovarsi ancora più a ovest rispetto all'isola del Ferro, quindi in pieno oceano Atlantico. La latitudine, invece, presenta dei valori accettabili come precisione. David Rumsey Map Collection LINK per visualizzare l'immagine con le fasi della battaglia di Cremona del 1702, tra l'esercito francese e quello asburgico. |
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Carta
topografica dello Stato di Milano secondo la misura censuaria,
datata 1777. In questa carta topografica lo stato di Milano è
suddiviso nelle pievi ecclesiastiche con i relativi confini. Le
località capopieve sono state rappresentate con il simbolo di
una chiesa, mentre le parrocchie che da loro dipendevano sono
state indicate con un semplice simbolo geometrico. Alla data del 1777, sia Cernusco Asinario (oggi: Cernusco sul Naviglio) sia Inzago appartenevano alla pieve di Gorgonzola, infatti solo verso la fine dell'Ottocento (Cernusco s/N) e inizio Novecento (Inzago) si staccheranno dalla chiesa matrice pievana di Gorgonzola per diventare vicariati foranei indipendenti. Al vicariato foraneo di Inzago furono assegnate le parrocchie di: Trecella; Pozzuolo Martesana; Masate; Bettola d'Adda e Groppello d'Adda. Informazioni più dettagliate sul vicariato foraneo di Inzago si trovano nella sezione: "Uno sguardo attorno: la pieve di Gorgonzola e il vicariato foraneo di Inzago" di questo sito. David Rumsey Map Collection |
| CATASTO
DI CARLO VI (SOLITAMENTE INDICATO COME CATASTO TERESIANO -
1721) MAPPE DI SOLA CONSULTAZIONE, CONSERVATE PRESSO L'ARCHIVIO DI STATO DI MILANO |
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Agli inizi del Settecento, l'imperatore Carlo VI diede il via a
un'importante riforma amministrativa, che mirava a definire la
reale consistenza delle proprietà fondiarie distribuite nei
territori dell'impero asburgico. Anche le province italiane (che
dopo il congresso di Vienna assunsero il nome di Regno del
Lombardo-Veneto) furono interessate a tale operazione di rilievo
catastale, lasciandoci delle mappe (o più propriamente delle
piante topografiche) di straordinario interesse storico, perché
disegnate a una scala tale (1:2000), da permettere di arrivare a
un dettaglio di rappresentazione fino ad allora inimmaginabile.
Ogni edificio è indicato con il suo numero di mappale mentre,
nel caso degli appezzamenti di terreno, vi è riportata anche la
relativa superficie misurata in pertiche e il tipo di coltura,
così da poter risalire immediatamente ai rispettivi proprietari
e imporre le tasse in proporzione alle loro proprietà. La
riforma catastale divenne operativa attorno alla metà del
Settecento con l'imperatrice Maria Teresa (figlia di Carlo VI),
da cui il nome solitamente usato di catasto Teresiano. Il rilievo topografico del territorio di Inzago iniziò il giorno 21 Agosto e terminò il 16 Settembre del 1721 e fu curato dai geometri Placido Corradini e Valentino Mantuani, con l'assistenza delle autorità locali. Nelle note in alto a sinistra, si leggono dei nomi prediali ancora oggi in uso: il Chioso; la Campagna; la Vitelunga, il Merlo; la Perina; ecc. |
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A
differenza della mappa precedente, che rappresenta il quadro di
unione dei 24 fogli nei quali è stato suddiviso il territorio di
Inzago, questa mappa - che è un estratto della precedente -
rappresenta solo il centro abitato di Inzago, sempre alla data
del 1721. Il centro storico di Inzago è rappresentato da una
circonferenza abbastanza regolare, come se si trattasse di una
vera e propria cittadella. Il nucleo abitato di Inzago, infatti,
si differenzia dalla maggior parte degli altri nuclei abitati
sparsi nel nostro territorio i quali, in generale, si sono
sviluppati allungandosi lungo le principali vie di comunicazione
che attraversano i loro centri storici, con una forma meno
regolare, quindi, se confrontata con l'elegante geometria
circolare del borgo settecentesco di Inzago. In queste due mappe topografiche la scala è indicata in Trabucchi Milanesi. |
| RIFACIMENTO
OTTOCENTESCO (1837) DEL CATASTO DI CARLO VI (O CATASTO
TERESIANO) MAPPE DI SOLA CONSULTAZIONE, CONSERVATE PRESSO L'ARCHIVIO DI STATO DI MILANO |
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Nei
primi decenni dell'Ottocento, venne intrapreso un progetto per
il rifacimento dei fogli originali del catasto di Carlo VI,
innanzitutto per sostituire le mappe originali settecentesche
particolarmente deteriorate o in cattivo stato di conservazione,
ma anche con l'intento di ottenere dei disegni più puliti e di
più facile consultazione, uniformando la simbologia e
utilizzando una grafia decisamente più elegante rispetto a
quella usata nei fogli originali, tanto che ai nostri occhi di
utilizzatori moderni, verrebbe da definire queste nuove mappe
come la bella copia dei fogli settecenteschi. Il progetto, però,
si arenò quasi subito e non ebbe seguito, di conseguenza il
numero delle località per le quali è stato realizzato il
rifacimento ottocentesco del catasto di Carlo VI risulta assai
limitato; Inzago è uno dei pochi paesi che gode di questo
vantaggio. I riquadri totali sono 22, con un foglio introduttivo
che - oltre alla scala espressa in Trabucchi milanesi - mostra
il quadro d'unione. |
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Mappa
centrata sul nucleo dell'abitato storico, garantendo in questo
modo una risoluzione e una leggibilità più elevata rispetto
all'immagine precedente. Si noti, in particolare, la cura che è
stata posta nel disegnare le suddivisioni geometriche dei
giardini delle ville nobiliari, suddivisioni del tutto assenti
nei fogli settecenteschi. Il rifacimento ottocentesco, per quanto riguarda Inzago, è datato all'anno 1837 e guardando i vari fogli con attenzione, si può notare che non si tratta di un semplice rifacimento pedissequo dei fogli precedenti, ma sono state apportate delle lievi modifiche e degli aggiornamenti rispetto ai disegni settecenteschi. |
| CATASTO
DEL LOMBARDO-VENETO - RETTIFICA FABBRICATI (1854) MAPPE DI SOLA CONSULTAZIONE, CONSERVATE PRESSO L'ARCHIVIO DI STATO DI MILANO |
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Nel
1854 venne effettuato una sorta di nuovo censimento, con il
significativo nome di "rettifica fabbricati", al fine di
ottenere una situazione aggiornata per quanto riguardava la
struttura degli edifici riportati sulle mappe catastali.
Conviene ricordare che nel territorio milanese a quella data (a
metà dell'Ottocento), erano già entrate in funzione le prime
strade ferrate: la Milano-Monza e la Milano-Treviglio (la
Imperial-Regia Privilegiata Strada Ferrata Ferdinandea), opere
di utilità pubblica che sicuramente contribuirono a far nascere
l'esigenza di intraprendere una sostanziale opera di
aggiornamento delle mappe catastali dei centri urbani. La scala
non è più in Trabucchi milanesi, bensì in metri. |
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Il
progetto di 'Rettifica fabbricati' prevedeva di ridisegnare
buona parte dei centri abitati, ai quali andavano poi allegati
altri fogli in numero variabile, nei quali vennero disegnati
solo i blocchi che rappresentavano gli edifici delle cascine,
come si vede in queste due immagini. In questo primo gruppo di
cascine manca la cascina Malpensata / Soldone che, a metà
dell'Ottocento - doveva già essere edificata, mentre quella che
attualmente è chiamata cascina San Giuseppe, in questo disegno è
chiamata cascina Novella. Il nome della cascina Redenta è stato
scritto a matita, come correzione del nome scritto a inchiostro
che risultava essere cascina "Ronco". |
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Altro
allegato alla rettifica dei fabbricati del 1854 con le cascine
poste indicativamente nella fascia sud del Comune di Inzago. In
questo disegno il nome della cascina Draga è doppio e mantiene
ancora quello utilizzato nei catasti precedenti e che è sempre
stato usato da tutti gli Inzaghesi: "cassina di Chinn". In
realtà il sign. Chino era semplicemente il fattore della
cascina, perché come si legge nella mappa del catasto di Carlo
VI, il proprietario era Paolo Camillo Moneta (della famiglia di
mons. Lodovico Moneta, segretario del cardinale Carlo Borromeo).
La cascina Draga, inoltre, risulta ampliata e maggiormente
articolata rispetto a come appariva nei catasti precedenti, nei
quali era disegnata come un semplice blocco rettangolare. |
| CATASTO
DEL LOMBARDO-VENETO (1866) MAPPE DI SOLA CONSULTAZIONE, CONSERVATE PRESSO L'ARCHIVIO DI STATO DI MILANO |
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Mappa
del catasto del Lombardo-Veneto datata all'anno 1866, di
conseguenza il rilievo topografico fu effettuato nel periodo
post-unitario, utilizzando il sistema degli allineamenti in
appoggio alle reti trigonografiche misurate nei territori
comunali, che permetteva di ottenere una miglior precisione. Giova ricordare, inoltre, che già a fine Settecento gli astronomi di Brera avevano realizzato la base geodetica di Sommma Lombardo, ottenendo in questo modo un notevole miglioramento generale nel settore della geodesia, così a partire dai primi decenni dell'Ottocento si notano dei notevoli miglioramenti nei rilievi topografici per la produzione delle carte geografiche e delle mappe militari; in particolare, risulta un miglior orientamento rispetto ai punti cardinali, che si traduce anche in una migliore sovrapposizione dei bordi periferici dei disegni delle località contigue tra di loro. La scala usata è in metri. |
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In tutte le mappe, in particolare in quelle che mostrano il centro storico di Inzago, risulta in maniera evidente come l'antico borgo fosse lambito e circondato dai due corsi d'acqua - il naviglio della Martesana a sud e la roggia Crosina a nord - che avevano creato una sorta di fossato difensivo intorno al suo nucleo più antico, evidenziando ancor di più l'elegante forma pressoché circolare del suo centro storico. |
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Questa a sinistra è la stessa mappa del centro storico di Inzago precedente, ma con le tonalità di grigio invece che a colori; in alto a sinistra stata è riportata la scala in metri, perché questa mappa è stata utilizzata per alcune ricerche storiche relative a Inzago, realizzate negli anni passati. |
| NUOVO
CATASTO DEI TERRENI (CESSATO CATASTO - 1897) MAPPE DI SOLA CONSULTAZIONE, CONSERVATE PRESSO L'ARCHIVIO DI STATO DI MILANO |
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La
dizione completa per le mappe di questa serie sarebbe: "Nuovo
Catasto dei Terreni del Regno d'Italia" e vennero realizzate,
per quanto riguarda il nostro territorio, nel 1897, con
aggiornamenti del 1902. A quell'epoca, venne adottata una
procedura semplificata per inglobare e uniformare tutti i
catasti precedenti dei vari Stati preunitari che, ormai,
dovevano essere considerati come appartenenti al Regno d'Italia.
Per questo motivo la serie viene anche chiamata "Cessato
Catasto" dove l'aggettivo "cessato" era riferito ai catasti
preunitari precedenti che smettevano di esistere a favore di
quello unico e uniformato, in vigore per tutto il territorio
italiano. Vale la pena di ricordare che il catasto del
Lombardo-Veneto era considerato il migliore tra i vari catasti
preunitari, perché oltre ad essere particellare, pemetteva di
determinare attraverso il procedimento analitico la rendita
media netta di ogni particella. |
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Come
per tutte le serie catastali precedenti, riproponiamo il
dettaglio del solo centro storico di Inzago al massimo
dettaglio. La piazza Maggiore risultava dedicata a Vittorio
Emanuele II, mentre l'attuale via Roma si chiamava via Napoleone
III, in ricordo delle guerre per l'unità d'Italia; mentre
l'attuale via Fumagalli continuava a chiamarsi via Cantone
pelato a ricordo della terribile peste di San Carlo (1576) che
spopolò quel quartiere di Inzago. |
| ALTRE
CARTE TOPOGRAFICHE OTTOCENTESCHE |
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Questa
mappa dei primi dell'Ottocento chiamata: Carta topografica
dei contorni di Milano pel circuito delle dodici e più miglia,
è uno stralcio della travagliatissima "Carta del territorio
milanese e del mantovano" degli astronomi di Brera.
Travagliatissima non per questioni tecniche, ma a causa del
periodo storico: a cavallo tra la fine del Settecento e l'inizio
dell'Ottocento, nel corso di soli 20 anni, l'esercito Austriaco
e quello Francese si alternarono sul territorio lombardo per ben
5 volte, con altrettanti rovinosi capovolgimenti politici. Anche
se gli astronomi di Brera godevano di un certo rispetto
istituzionale e di una certa autonomia riconosciuta da entrambi
gli eserciti invasori, nondimeno il loro lavoro veniva
continuamente interrotto, perché doveva essere visionato e
approvato dai vari ispettori del genio militare addetti ai
rilievi topografici, fino ad arrivare al sequestro delle lastre
di rame incise e pronte per la stampa, che vennero portate a
Vienna. |
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Foglio
B5, dei 40 fogli che compongono la: "Carta Topografica del Regno del Lombardo-Veneto costrutta sopra misure astronomiche trigonometriche ed incisa a Milano nell'Istituto Geografico Militare dall'I.R. Stato Maggiore Generale Austrico - Pubblicata nell'anno 1833". Tutto l'insieme è costituito da 40 singole mappe simili a quella inserita qui a fianco, più quella con il mosaico generale che rappresenta tutto il territorio del regno del Lombardo-Veneto. Inzago si trova all'estremità in alto a destra e le didascalie sono tutte bilingue: in Italiano e in Tedesco. Per un'eventuale consultazione dei territori limitrofi, ASSIM possiede tutti i 40 fogli della Carta topografica del 1833. |
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Anche
questa carta topografica sembrerebbe figlia diretta della Carta
del territorio milanese degli astronomi di Brera, quasi
certamente colorata e stampata dai cartografi di Vienna, visto
che la scala risulta espressa in Klafter. Guardando con
attenzione il disegno del borgo di Inzago, però, sorge il
sospetto che sia stata realizzata dopo i rilievi topografici
effettuati dal celebre topografo Giovanni Brenna: infatti la
cascina Soldone risulta spostata un po' più a Est rispetto alla
sua reale posizione e porta ancora il nome di cascina
Malpensata, proprio come si può vedere nella carta topografica
successiva, la quale ha le inequivocabili note in calce del
topografo Brenna. Non comparendo alcuna ferrovia, la mappa è
databile ante 1840 (e post 1805, perché il Parco reale di Monza
è già completo, fino ad arrivare all'altezza di Biassono e di
Peregallo di Lesmo). |
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Mappa
del topografo Brenna, datata 1842, nella quale il nucleo storico
del borgo di Inzago compare proprio al limite del disegno,
vicino all'angolo sud-ovest. Nonostante a quella data la chiesa
parrocchiale d'Inzago fosse già stata ampliata e ruotata di 90
gradi come orientamento generale, nella mappa si vede ancora la
planimetria dell'antica parrocchiale, canonicamente orientata in
direzione est-ovest. La cascina Soldone è stata disegnata
spostata leggermente più a Est rispetto alla sua posizione reale
e porta il nome di cascina Malpensata (come nell'immagine
precedente). Da recenti riscontri trovati presso gli elenchi
ottocenteschi dello "Stato delle anime" dell'archivio
parrocchiale, effettivamente risulta che nei primi decenni
dell'Ottocento la cascina avesse tale denominazione e solo
successivamente il suo nome venne modificato in Soldone. Nella
sezione "Cascine" vi è un file PDF dedicato alla cascina
Malpensata/Soldone del topografo Brenna. LINK per vedere il dettaglio di Inzago (mappa dell'archivio di casa Appiani). |
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Mappa
centrata sul borgo di Inzago, i cui lati rappresentano il
territorio circostante per una trentina di chilometri, sia in
larghezza, sia in altezza. Si tratta di un estratto del quadro
di unione complessivo di una quantità considerevole di singole
mappe cartacee in dotazione al Genio militare dell'esercito
Austro-Ungarico, attorno alla metà dell'Ottocento. Sul sito
internet: http://www.arcanum-eu/ è possibile consultare la carta
geografica nella sua globalità, con la rappresentazione di tutto
quanto il territorio facente parte dell'impero asburgico nei
secoli passati. https://maps.arcanum.com |
| LA BASE GEODETICA DI SOMMA LOMBARDO TRACCIATA DAGLI ASTRONOMI DI BRERA NEL 1788 | |
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Un'importante
opera di miglioramento nel settore della geodesia e della
produzione di carte geografiche e mappe militari è stata quella
di aver tracciato - con la massima precisione ottenibile a
quell'epoca - la prima base geodetica di riferimento per il
Regno del Lombardo-Veneto, che venne utilizzata,
successivamente, anche per il territorio del Regno d'Italia. Gli
astronomi Barnaba Oriani, Angelo Cesaris e Francesco Reggio, con
l'aiuto di qualche contadino avventizio di quei territori,
misurarono una linea retta nella brughiera tra Somma Lombardo e
Nosate di 9999,2536 metri (secondo le loro misure, che vennero
effettuate in "tese parigine", poi trasformate in metri). Con le
più sofisticate apparecchiature satellitari moderne, la misura
risulta 9999,560 metri, una differenza di poco più di una spanna
- su 10 Km complessivi - rispetto alla misura effettuata nel
1788 dai tre astronomi di Brera, che usarono unicamente gli
strumenti manuali visibili nell'immagine: cavalletti di legno
regolabili in altezza, barre metalliche con tacche di
riferimento, bolla e filo a piombo. |
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Nel
1833, l'astronomo Carlini ricontrollò tutte le misure relative
alla base geodetica tra Somma Lombardo e Nosate e fece costruire
le due piramidi di granito alle estremità della base geodetica
che, in questa mappa topografica, sono indicate come "Piramide
boreale" (quella posta a nord, nel territorio di Somma Lombardo)
e "Piramide australe" (quella posta a sud, allora nel territorio
di Nosate ma, oggi, in territorio di Lonate Pozzolo). In questa
mappa topografica si possono, inoltre, leggere altre
informazioni tecniche, come, ad esempio, quelle relative alla
differenza di altimetria lungo tutto il tracciato della base
geodetica, oppure le note relative alle due linee che
rappresentavano i cateti del triangolo convergenti sul campanile
di Busto Arsizio, il quale veniva a costituire l'angolo opposto
alla base, ecc. |
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Immagine
animata che mostra come la base geodetica degli astronomi di
Brera venne tracciata scegliendo la landa poco abitata, incolta
e piatta, che caratterizzava le brughiere sulla riva orografica
sinistra del fiume Ticino. Quel territorio, a metà Ottocento, si
presentava come si vede nell'immagine, che è un estratto delle
mappe in dotazione al Genio militare dell'esercito
Austro-Ungarico. La lunghezza della base geodetica, come già
detto, risultò essere di circa 10 Km, con direzione nord-sud.
Come vertice opposto alla base, durante la prima operazione di
triangolazione trigonometrica, fu scelto il campanile della
chiesa di Busto Arsizio; nel prosieguo delle operazioni,
scegliendo opportunamente altri edifici (di preferenza campanili
e torri) sui quali fare convergere i vertici dei numerosi
triangoli successivi, venne realizzata la prima rete geodetica
di tutto il territorio del Lombardo-Veneto. |
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Immagine
animata nella quale si vede come al giorno d'oggi, curiosamente,
la base geodetica tracciata dagli astronomi di Brera si trovi
proprio a cavallo delle piste di decollo e di atterraggio
dell'aeroporto intercontinentale della Malpensa. Indubbiamente,
la piatta landa costituita dalle brughiere tra Somma Lombardo e
Nosate era molto adatta anche per la realizzazione delle piste
dei moderni aeroporti. Oggi, quell'area si è completamente
trasformata: infatti non è più una landa piuttosto brulla e poco
abitata come lo era nel Settecento/Ottocento, ma una zona
caratterizzata da un intenso traffico stradale, dovuto alla
presenza dello scalo della Malpensa, aeroporto che ha derivato
il suo nome dalla principale cascina che era presente in
quell'area. |
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L'importanza
della base geodetica tracciata dagli astronomi di Brera nel 1788
e successivamente controllata nel 1833 dall'astronomo Francesco
Carlini (il quale fece costruire le due piramidi per proteggere
i due punti terminali), si evince dal fatto che le tavolette
alla scala 1:25000 dell'IGM - aggiornate, per quei territori,
agli anni '60 del secolo scorso - continuino a indicare i
riferimenti dell'estremo nord, dell'estremo sud, nonché del suo
punto centrale. Le coordinate geografiche di questi tre punti di
riferimento della base geodetica, ovviamente, sono note con una
precisione molto elevata. Mappa base: tavolette IGM con scala 1:25000 |
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BREVE PRECISAZIONE RIGUARDO
I VALORI VARIABILI DELLA LONGITUDINE RIPORTATI SULLE CARTE
GEOGRAFICHE STORICHE
Da un punto di vista storico,
il riferimento scelto per la misura della latitudine non è mai
stato messo in discussione, in quanto esiste un parallelo
massimo - l'equatore - che si presta assai bene ad assumere
tale ruolo. Così, essendo il nostro territorio a metà strada,
circa, tra l'equatore e il polo Nord, il valore della
latitudine per la piazza Maggiore di Inzago è sempre stato
indicato sulle mappe come + 45°32'24" (posti, per convenzione,
l'equatore a 0° e il polo Nord a +90°).
La longitudine, invece, merita qualche considerazione più dettagliata, visti i cambiamenti di cui è stata oggetto nel corso dei secoli. Il fatto è che i meridiani, a differenza dei paralleli, sono tutti uguali tra di loro; di conseguenza, bisognava sceglierne uno che fungesse convenzionalmente da riferimento (meridiano zero) e varie nazioni - in realtà, quelle che allora contavano da un punto di vista politico, economico e militare - ambivano a imporre il proprio, come riferimento per tale coordinata. Nell'antichità si era dapprima scelto il meridiano passante per l'isola di Rodi, ma già all'epoca di Tolomeo la preferenza si spostò sul meridiano passante per l'isola del Ferro (arcipelago delle Canarie), in quanto si trattava dell'estremo confine ovest: le famose colonne d'Ercole della cultura antica; così vi era il grande vantaggio che tutto il mondo abitato conosciuto di allora, risultava a est rispetto a tale riferimento e il valore della longitudine per la piazza Maggiore di Inzago valeva 27°08'53" Est. Alla fine del Settecento, i Francesi, in virtù dell'importanza assunta dall'osservatorio astronomico di Parigi (e un notevole contributo a tale importanza venne dalla dinastia degli astronomi Cassini, di origine ligure), cercarono di imporre, come riferimento fondamentale per la longitudine, il meridiano passante per l'osservatorio parigino, sfruttando anche la semplicità con cui si potevano trasformare i precedenti valori riferiti al meridiano dell'isola del Ferro: bastava, infatti, sottrarre 20 gradi tondi; con questo nuovo riferimento, la longitudine della piazza Maggiore di Inzago scendeva, quindi, a 7°08'53" Est. I cartografi e i topografi austriaci e tedeschi, notoriamente assai refrattari alle "novità di Parigi", continuarono imperterriti a usare come riferimento per la longitudine il meridiano passante per l'isola del Ferro; per questo motivo potrebbe capitare di consultare delle mappe ottocentesche coeve, che però indicano un valore di longitudine che differisce di ben 20 gradi. Con l'Unità d'Italia, vi furono dei buoni motivi per usare come meridiano di riferimento per tutto il territorio nazionale quello passante per l'osservatorio astronomico di Monte Mario (Roma); di conseguenza, la vecchia cartografia dell'IGM indicava per la piazza Maggiore di Inzago una longitudine di 2°58'15" Ovest. Infine, con la conferenza di Washington del 1884, fu scelto come meridiano di riferimento universale quello passante per l'osservatorio astronomico di Greenwich (Londra), così il valore moderno della longitudine della piazza Maggiore di Inzago risulta essere 9°28'52" Est. Ricapitolando, questi sotto sono i possibili valori di longitudine per la piazza Maggiore di Inzago che è possibile trovare sulle carte geografiche e sulle mappe storiche, in funzione del "meridiano zero" che è stato utilizzato: - se riferito all'isola del
Ferro: 27°08'53" Est
- se riferito all'osservatorio astronomico di Parigi: 7°08'53" Est - se riferito all'osservatorio astronomico di Monte Mario: 2°58'15" Ovest - se riferito all'osservatorio astronomico di Greenwich (tutte la carte geografiche moderne): 9°28'52" Est |
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