IDROGRAFIA DEL TERRITORIO DI INZAGO
LA ROGGIA CROSINA


LA ROGGIA CROSINA - DUE MAPPE INTERATTIVE CON SCORCI FOTOGRAFICI RELATIVI AL TERRITORIO DI INZAGO

CENTRO STORICO DI INZAGO
Mappa interattiva che permette di fare una sorta di viaggio virtuale lungo il tracciato della roggia Crosina nel centro abitato di Inzago, grazie alle numerose fotografie che ritraggono i punti di maggior interesse del corso d'acqua che, seppure oggi abbia perso completamente la sua funzione e la sua importanza, ha avuto una parte rilevante nella storia del borgo di Inzago, almeno fino alla seconda metà del secolo scorso.
Un aspetto curioso di alcuni lavatoi posizionati lungo la roggia Crosina, riguardava la possibilità di poter lavare i panni su due piani che si trovavano a due altezze diverse, con una ventina di centimetri di differenza, circa, tra l'uno e l'altro. Questo perché le paratoie che servivano ad innalzare il livello dell'acqua nella roggia Crosina per poter irrigare i terreni, causavano delle variazioni cicliche nell'altezza del livello dell'acqua della roggia Crosina.
Dove non diversamente specificato, le fotografie sono di Enzo Motta.


PERIFERIA EST DI INZAGO
La mappa interattiva della roggia Crosina nelle periferia est di Inzago, evidenzia chiaramente lo stacco e la separazione degli alvei del naviglio della Martesana e della roggia Crosina. La roggia Crosina ha sempre avuto poca importanza per il Comune di Cassano d'Adda, in quanto corre parallela e distanziata di pochi di metri a monte del naviglio della Martesana, ed è invece proprio quest'ultimo che alimenta le rogge irrigue che interessano il territorio cassanese (le rogge: Zerbona; Tesorella; Grumm; ecc.).
D'altra parte, invece, la roggia Crosina assumeva un ruolo assai importante per i Comuni di Inzago e di Gessate, in quanto il suo tracciato si staccava e si manteneva più a nord del naviglio della Martesana, permettendo di irrigare parte dei terreni di questi due Comuni, che sarebbero rimasti altrimenti asciutti. Purtroppo, l'alveo della roggia Crosina - scavato nella nuda terra, senza alcun tipo di protezione - durante i secoli si è leggermente abbassato a causa del naturale infossamento a cui vanno soggetti i corsi d'acqua e ciò ha fatto sì che per poter irrigare i terreni di Inzago, fosse necessario l'uso di apposite paratoie che, opportunamente calate, alzassero il livello nel tratto a monte della roggia Crosina, così da alimentare i fossi irrigui che da essa si diramavano nei campi, nonché le numerose vasche posizionate nei giardini e nelle ortaglie delle dimore storiche inzaghesi.
Dove non diversamente specificato, le fotografie sono di Enzo Motta.

LA ROGGIA CROSINA: MAPPE / FOTOGRAFIE AEREE RELATIVE AL SUO TRACCIATO

Copia fatta fare ad uso del notaio, della mappa disegnata nel 1585 e allegata alla relazione stilata dal cancelliere Settala, relativa alla visita fatta il 14 Giugno 1584 lungo i luoghi bagnati dalla roggia Crosina, in compagnia dell'ingegnere Pirovano e per conto del sig. Sormano. A differenza delle convenzioni moderne, la mappa ha il Nord (Tramontana) in basso invece che in alto e l'Est (Levante) a sinistra rispetto all'osservatore, invece che a destra; inoltre il disegno, come si usava allora, non risulta in scala e, in generale, le distanze e le direttrici vanno considerate con molta approssimazione. Si noti la posizione dell'abitato di Inzago, protetto a Sud dal naviglio della Martesana e in tutte le altre direzioni dall'ansa della roggia Crosina. I due corsi d'acqua venivano a costituire una sorta di fossato difensivo del borgo.
Archivio di Stato di Milano (fotografia di Fabrizio Alemani).

Tracciato completo della roggia Crosina: dalla cascina Volta di Cassano d'Adda, fino alla cascina Giugalarga di Gorgonzola, per una lunghezza totale di circa 9 chilometri. Entrambi i flussi d'acqua, sia quello del naviglio, sia quello della roggia, corrono da Est verso Ovest, mentre il flusso del canale Villoresi (non visibile su questa mappa) corre in senso contrario: da Ovest verso Est. La mappa base è quella del Nuovo Catasto dei Terreni del 1897, con aggiornamenti del 1902.
Mappa base: Archivio di Stato di Milano; elaborazione grafica: Silvano Pirotta.

Mappa simile alla precedente con il tracciato completo della roggia Crosina, in questa immagine però, come mappa base sono state utilizzate le tavolette in scala 1:25mila dell'IGM, che per il nostro territorio si basano sulle fotografie aeree del 1970, con aggiornamento del 1971; elaborazione grafica di Silvano Pirotta.
Mappa base: tavolette IGM al 25mila; elaborazione grafica: Silvano Pirotta.

Questa mappa (come, del resto, le precedenti) è stata esposta in occasione della mostra dedicata alla roggia Crosina, durante la festa patronale di Inzago del 2022. L'immagine, in particolare, è accompagnata da una didascalia completa lungo il suo lato destro. Si noti la quantità di lavatoi presenti - tutti i cortili lambiti dai corsi d'acqua ne avevano almeno uno - ma anche le numerose vasche posizionate all'interno dei giardini delle dimore storiche inzaghesi, che servivano non solo per adacquare i giardini e le ortaglie, ma anche per abbeverare gli animali da cortile.
Mappa base: fotografie aeree (1975); elaborazione grafica: Silvano Pirotta.

Interessante doppia mappa (fogli 45 di Milano e 46 di Treviglio) del Ministero dell'Agricoltura, del 1887, nella quale si vede il canale Villoresi realizzato, a quella data, solo fino al torrente Seveso. Più a Nord è possibile vedere il tracciato di alcune rogge che servivano ad irrigare i terreni altrimenti asciutti, come il Sevesetto che bagnava i giardini di villa Tittoni a Desio e alcuni terreni di Muggiò; la roggia Ghiringhella che bagnava i terreni di Concorezzo e di Agrate Brianza; la roggia Gallerana che bagnava i terreni di Carugate, di Brugherio e di Cernusco s/N; infine la roggia Crosina che bagnava i terreni di Inzago, di Gessate e di Gorgonzola posizionati a monte del Naviglio della Martesana. Le quattro rogge irrigue menzionate che si vedono sulla mappa, avevano all'incirca la stessa lunghezza e, più o meno, la medesima portata d'acqua.
Questa mappa è presente anche nella sottosezione dedicata al canale Villoresi.

Nella mappa sono indicati soltanto i limiti comunali e il percorso di tre corsi d'acqua artificiali coevi, perché realizzati tutti tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento, su concessione ducale. I due corsi d'acqua che si vedono a sinistra sono alimentati dal fiume Lambro e servivano per irrigare i terreni asciutti di Carugate di Fazio Gallerani (padre della celebre Cecilia Gallerani), da cui il nome omonimo della roggia; mentre la roggia Ghiringhella serviva per irrigare i terreni asciutti che il cavalier Ghiringhello possedeva ad Agrate Brianza; infine la roggia Crosina - alimentata dal naviglio della Martesana - serviva come forza motrice per muovere il molino dei nobili Piola di  Inzago. Si noti come la lunghezza dei tracciati dei tre corsi d'acqua artificiali sia pressoché la medesima: circa 10  km, così come era simile anche la loro portata d'acqua, unica differenza era il dislivello superato dal flusso d'acqua lungo il loro tracciato, molto più marcato per i due corsi d'acqua alimentati dal Lambro che corrono da nord verso sud, tanto che la roggia Gallerana muoveva le ruote di ben 5 molini. Il tracciato della roggia Crosina che corre da est verso ovest, invece, aveva un dislivello minimo che le permetteva di alimentare, con qualche difficolta, un solo molino e quando quest'ultimo venne rovinato dai soldati francesi alla fine del Cinquecento, non venne più rimesso in funzione, segno evidente che il suo rendimento era inferiore alle aspettative.
LA ROGGIA CROSINA: L'ATTUALE TOMBINATURA NEL TERRITORIO DI INZAGO (anno 2025)

Mappa (stralcio della Carta Tecnica Comunale) del territorio con il centro storico di Inzago, dove il tracciato della roggia Crosina è indicato con il colore ocra: il tratto continuo indica l'alveo della roggia che scorre ancora a cielo aperto, il tratto punteggiato indica, invece, l'alveo della roggia ormai intubato sotto terra. I tratti tombinati sono stati evidenziati pure con le due ellissi rosse.
Nella mappa è stata indicata con tratto punteggiato anche la diramazione che attraversava il giardino di villa Brambilla di Civesio e, scendendo attraverso l'area di via dei Chiosi, riversava una parte delle acque della roggia Crosina nel naviglio della Martesana: tale diramazione ormai non esiste più, essendo stata interrata e livellata.
Mappa fornita da Egidio Bonora.
LA ROGGIA CROSINA: ARTICOLI

Titolo dell'articolo: LA ROGGIA CROSINA E LE SUE DIRAMAZIONI NEL BORGO DI INZAGO
Autore: FABRIZIO ALEMANI
Numero di pagine: 1
Note: breve nota introduttiva - in un'unica pagina - sulla concessione dell'uso delle acque della roggia Crosina per i cittadini inzaghesi e gessatesi, quando ancora non esistevano gli acquedotti moderni e la distribuzione capillare dell'acqua potabile alla quale siamo ormai abituati era ancora da venire. Il file venne stampato in formato poster e accompagnava le mappe della roggia Crosina esposte durante la festa patronale di Inzago del 2022.

Titolo dell'articolo: LA ROGGIA CROSINA - Capitolo introduttivo sugli aspetti idrogeologici del territorio
Autore: SILVANO PIROTTA
Numero di pagine: 23
Note: l'articolo dovrebbe costituire il capitolo introduttivo di un libro dedicato alla roggia Crosina, che illustri non solo gli aspetti idrogeologici e i documenti con le vicende antiche e recenti, ma anche il suo ecosistema con la flora e la fauna che la caratterizzava, gli aspetti folkloristici e gli attuali problemi urbanistici di tombinatura, nonché di una sua possibile riqualificazione e valorizzazione.

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