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EDIFICI
DI CULTO A INZAGO CHIESA PARROCCHIALE ![]() |
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| IMMAGINI
RELATIVE ALLA CHIESA PARROCCHIALE, DEDICATA A SANTA MARIA
ASSUNTA |
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Immagine
animata che mostra l'ampliamento e la rotazione della chiesa
parrocchiale di Inzago, i cui lavori furono effettuati nel 1830.
Come per molte altre chiese - l'esempio più eclatante è forse
quello del duomo di Siena che rimase, però, incompiuto -
l'ampliamento della parrocchiale ha comportato la trasformazione
dell'antica navata centrale nel transetto della nuova chiesa,
causando la rotazione dell'orientamento generale del tempio di
90 gradi, oggi quindi con direzione lungo l'asse Nord-Sud e non
più con l'orientamento canonico tipico degli edifici religiosi,
che prevedeva l'abside della chiesa a Est e l'ingresso a Ovest.
Da notare la posizione del campanile - nel cerchio tratteggiato
bianco - che è rimasta immutata. |
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Il
campanile secentesco dell'antica chiesa parrocchiale (a
sinistra) si alterna a quello ottocentesco del nuovo edificio
religioso (a destra), quest'ultimo ampliato e ruotato di 90
gradi come orientamento generale. Il campanile della vecchia
parrocchiale risultava sproporzionato (troppo basso) rispetto
alla cupola della nuova chiesa, per questo motivo venne
innalzato negli anni '50 dell'Ottocento, avendo cura di
rafforzare la base con una scarpa che garantisse una miglior
stabilità a tutta la struttura della torre campanaria. Il
progetto del nuovo campanile, datato 12 settembre 1853, porta la
firma dell'ing. Angelo Brambilla, fratello di Agostino
Brambilla, che fu sindaco di Inzago dal 1863 al 1890. Si noti
come la parte sommitale del nuovo campanile, in realtà, venne
realizzata con una forma un po' più ampia e maggiormente
arrotondata (sagoma a cipolla) rispetto a quello che si vede su
questo disegno del progetto originale dell'ing. Brambilla. |
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Pieghevole
pubblicato da ASSIM, con le informazioni essenziali relative
alla chiesa parrocchiale di Inzago. Il pieghevole si compone di
quattro fogli con entrambe le facciate stampate, a formare un
unico blocco apribile e di rapida consultazione. Oltre alle
informazioni storiche rappresentate in ordine cronologico e in
forma sintetica, particolare importanza è stata data all'aspetto
iconografico, con una scelta selezionata di fotografie d'epoca e
moderne. Un ultimo riquadro di dimensioni ridotte è stato
riservatao anche alle rappresentazioni in pianta di tutto
l'edificio religioso, mettendo in evidenza le modifiche e gli
ampliamenti che si sono susseguiti nel tempo. |
| LA
CHIESA PARROCCHIALE DI INZAGO NEI DOCUMENTI ANTICHI |
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Il
"Liber Notitiae Sanctorum Mediolani" di Goffredo da
Bussero è un'opera di fondamentale importanza - al di là di
alcune imprecisioni e lacune che in esso si trovano - perché
mostra quella che potrebbe essere definita una "fotografia
storico/statistica" della situazione religiosa dell'arcidiocesi
di Milano alla fine del 1200. Quando vennero stampate le copie
dell'unico esemplare rimasto, pubblicate nel 1912 da Marco
Magistretti (sacerdote milanese) e da Ugo Monneret de Villard
(docente universitario, archeologo e critico d'arte milanese di
origine borgognona), sorsero dei dubbi circa il vero autore,
tanto da metterne in dubbio l'autenticità di Goffredo da
Bussero; ricerche e studi successivi hanno invece evidenziato
come gli argomenti che davano adito a tali dubbi fossero
inconsistenti. Chiunque abbia avuto modo di consultare tale
volume sa che non è di semplice lettura: innazitutto è scritto
in latino, poi bisogna conoscere a priori l'intitolazione delle
chiese, non serve conoscere il nome della località che si sta
indagando come potrebbe sembrare a noi più logico, secondo la
nostra mentalità moderna. Inoltre, l'elenco alfabetico dei santi
non è rigoroso, a volte vi sono delle lievi inversioni, così il
nome di qualche Santo potremmo trovarlo leggermente prima o
leggermente dopo la sua corretta posizione alfabetica. LINK per scaricare il "Liber Notitiae Sanctorum Mediolani" completo. ATTENZIONE: il file è di notevoli dimensioni, il caricamento potrebbe richiedere qualche minuto di tempo. |
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Gli
elenchi del "Notitiae Cleri Mediolanensis" sono stati
compilati nel 1398, circa un secolo dopo il "Liber Notitiae
Sanctorum Mediolani" di Goffredo da Bussero e, a
differenza di quest'ultimo, avevano uno scopo essenzialmente
fiscale, per la valutazione delle rendite beneficiarie delle
proprietà religiose. Le sigle usate sono: L. (lira imperiale, equivalente a 20 soldi); S. (soldo, equivalente a 12 denari); D. (denari). Non è facile valutare quanto possa valere al giorno d'oggi una Lira imperiale di allora, a tale scopo sono state fatte solo delle stime, ma risultano essere assai approssimative. A quell'epoca, la rendita della Cappella di Santa Maria di Inzago, assieme a quella dei SS. Vitale e Valeria di Pessano e a quella dei SS. Nazaro e Celso di Bussero, era tra le più elevate. Emeroteca Braidense. |
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Il
"Liber Seminarii Mediolanensis" fu redatto in occasione
dell'erezione degli antichi seminari diocesani (non vi è alcuna
relazione, ovviamente, con quelli moderni come, ad esempio, il
seminario arcivescovile di Venegono inferiore), in base a quanto
prescritto dal Concilio di Trento, con decreto del 15 Luglio
1563. A tale scopo veniva imposta una tassa su tutte le rendite
beneficiarie e su gli altri enti dipendenti dalle autorità
ecclesiastiche; la tassa era stata stabilita da una commissione
speciale di delegati del Clero diocesano. Il documento venne
pubblicato con tutte le firme dei Commissari e del Cancelliere
Arcivescovile il 21 Gennaio 1565. Anche in questo caso le sigle vanno intese come: L. (Lire); S. (Soldi); D. (Denari). La tassa applicata alla "Rettoria de Santa Maria de Inzagho de d.no Hieronimmo de Leoni" come si può vedere nell'estratto, non risultava particolarmente gravosa. Emeroteca Braidense. |
| ARTICOLI
RELATIVI ALLA CHIESA PARROCCHIALE E A OGGETTI IN ESSA VENERATI |
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Titolo dell'articolo: IL VIAGGIO DELLE FORME - MIGRAZIONE DI
MAESTRI E MODELLI NELLA SCULTURA BAROCCA TRA ROMA E LA
LOMBARDIA Autore: ALESSANDRA CASATI Numero di pagine: 26 (da 215 a 241) Note: sulla base dei confronti con altre statue lignee simili che indicano, peraltro, una tradizione artistica barocca che da Roma è giunta fino in Lombardia, la professoressa Alessandra Casati è riuscita a individuare la mano dell'artista che ha realizzato la statua inzaghese della Madonna del Rosario. La statua è collocata sopra l'altare di sinistra (per i fedeli) del transetto della chiesa parrocchiale di Inzago. Scorrendo l'articolo, inoltre, si noterà che la somiglianza con altre statue lignee della Madonna del Rosario conservate presso altre chiese lombarde, è davvero notevole. |
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Titolo dell'articolo: SACROSANCTA SINDONIS VERE EXPRESSA
IMAGO: LA COPIA DELLA SINDONE DI INZAGO CHE FU DI SAN CARLO
BORROMEO Autore: ALESSANDRO PIANA Numero di pagine: 11 (da 9 a 19) Note: articolo pubblicato sulla rivista "SINDON" nel mese di Agosto 2021 e consultabile direttamente sul sito Internet della rivista, nel quale l'autore descrive le vicende di una delle copie della Sindone, famosa per essere appartenuta all'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo e, oggi, conservata presso la chiesa parrocchiale di Inzago. Su tale reliquia sono stati scritti articoli e pubblicazioni varie, come si può vedere anche nella sezione: "Libri che parlano di Inzago". Oltre al testo in lingua italiana, a seguire vi è la versione in lingua inglese. |
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Titolo dell'articolo: A INZAGO LA COPIA DELLA SINDONE DI SAN
CARLO BORROMEO Pubblicazione: IL SEGNO (Rivista mensile della diocesi di Milano) Autore: LUCA FRIGERIO Numero di pagine: 3 Note: l'articolo è stato pubblicato sulla rivista "Il Segno" nel mese di Marzo 2026. La rivista è a cadenza mensile ed ha un'ampia diffusione in tutta la diocesi ambrosiana, perché pubblicata come canale informativo della diocesi di Milano e distribuita in tutte le parrocchie. L'articolo, a cura del giornalista Luca Frigerio, descrive molto succintamente le vicende storiche della sindone di San Carlo conservata nella chiesa parrocchiale di Inzago, con notizie che, in generale, sono già note e conosciute a tutti gli Inzaghesi. |
