TRACCE
DI CENTURIAZIONE ROMANA NELLA CAMPAGNA INZAGHESE - NOTA
INTRODUTTIVA
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suddivisione del terreno in lotti geometrici regolari realizzata
per opera degli antichi gromatici romani, prende il nome di
centuriazione e fu la prima vera organizzazione su larga scala
del territorio della Pianura Padana che, ancora oggi, si mostra
in tutta la sua maestosità, essendo in alcuni casi riconoscibile
durante la consultazione delle carte topografiche a grande scala
e, soprattutto, analizzando le fotografie aeree che sono
disponibili a partire dal secolo scorso. Gli appezzamenti di
terreno ottenuti con la tecnica della centuriazione, venivano
dati in sortes ai coloni e ai veterani di guerra che
andavano a popolare tali luoghi. |
CENTURIAZIONE:
UNITÀ DI MISURA LINEARI E DI SUPERFICIE
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In
epoca romana il territorio veniva organizzato partendo da una
suddivisione regolare, in cui gli assi che si incrociavano
ortogonalmente al centro, prendevano i nomi di decumano massimo
(la linea orizzontale che corre, indicativamente, da est verso
ovest) e di cardo massimo (la linea verticale che corre,
indicativamente, da nord verso sud). Difficilmente, però, i due
assi del decumano e del cardo risultavano rigorosamente
orientati con i punti cardinali perché, per motivi pratici, la
scelta più vantaggiosa per disporre un nuovo insediamento è
sempre stata quella di assecondare il naturale displuvio delle
acque le quali, nella Pianura Padana, oltre a scorrere
principalmente da nord verso sud, mediamente tendono pure a
piegare un poco in direzione est, dal momento che la Pianura
Padana era un antico golfo del mare Adriatico.
I quattro blocchi principali formati dall'incrocio del cardo con
il decumano, venivano quindi parcellizzati in centurie quadrate,
il cui lato misurava tipicamente 710 metri (costituito da 20
acti, ognuno di 35,52 m), come si vede nell'immagine a fianco,
dove sono indicate anche le principali unità di misura allora in
uso. La tradizione racconta che la superficie di 1 heredium
fosse la quantità di terreno distribuito in origine ai coloni
romani, ma tale superficie risulta essere piuttosto scarsa per
poter garantire il sostentamento di un'intera famiglia.
L'immagine è tratta dal volume: "Misurare la terra:
centuriazione e coloni nel mondo romano "edizione Franco
Cosimo Panini, 1993
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UN
NOTEVOLE ESEMPIO DI CENTURIAZIONE NELLA PIANURA VENETA
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Già
nell'eccellente mappa del Lombardo-Veneto realizzata basandosi
sulle misure trigonometriche effettuate dagli astronomi di
Brera, a nord-est della città di Padova risaltava in maniera
evidente un reticolo con una riquadratura estremamente regolare,
che lasciava supporre un'organizzazione di quel territorio
realizzata ab antiquo. Con le nuove (di allora) mappe
pubblicate nel 1833, che furono disegnate alla scala di 1:86400
e con le didascalie bilingue: in Italiano e in Tedesco è stato
possibile verificare che la lunghezza dei lati di tutti i
riquadri del reticolo risultava essere di 710 metri, che
corrisponde con la misura di base tipica utilizzata durante le
operazioni di suddivisione del terreno con la tecnica
dell'antica centuriazione romana.
La superficie di una centuria era pari a 504668 metri quadrati
(ossia 0,5 Km quadrati, circa) che corrispondono a 771 pertiche
milanesi.
Stralcio del foglio F5 della carta topografica del Lombardo
Veneto, curata dagli astronomi di Brera
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Il
modello della riquadratura delle centurie con il lato tipico di
710 metri risulta essere quello maggiormente usato, tuttavia a
causa delle caratteristiche peculiari del territorio italiano,
in alcuni luoghi sono state utilizzate anche altre unità di
base. Nella Pianura Padana vi sono degli esempi di centuriazione
perfettamente conservate, come nel caso del territorio a
nord-est di Padova: un reticolo così evidente e spettacolare -
già in evidenza sulle mappe ottocentesche come quella
dell'immagine precedente - da essere stato evidenziato in rosso
direttamente sulle tavolette dell'IGM alla scala 1: 25mila.
Altri reticoli centuriati interessanti si trovano a nord-est
della città di Cesena e a sud di Brescello, in provincia di
Parma. Questi reticoli centuriati indicano che nella Pianura
Padana il modulo di base usato è sempre stato quello tipico, con
il lato di 710 metri di lunghezza.
Mappa base: tavolette alla scala di 1:25mila dell'Istituo
Geografico Militare di Firenze, gestite con programma GIS
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DIFFICOLTÀ
DI NATURA GEOLOGICA NEL TRACCIARE UN RETICOLO CENTURIATO
REGOLARE A NORD-EST DI MILANO
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Vi
è una fascia del territorio milanese - a cavallo tra l'alta
pianura asciutta e la bassa pianiura irrigua - che, pur
trovandosi nel cosiddetto livello fondamentale della pianura
(formatosi dopo l'ultima glaciazione Würm), è caratterizzata da
alcuni pianalti, i quali sono di formazione geologica più antica
(risalenti alle glaciazioni Mindel e Riss), che vi si incuneano
e modificano sensibilmente gli allineamenti dei naturali
displuvi delle acque, facendoli ora divergere, ora convergere. I
principali pianalti a nord di Milano sono quelli del parco del
Rio Vallone, che interessa anche il territorio di Inzago e il
parco delle Groane, che si trova una trentina di chilometri più
a ovest. La continua oscillazione dei naturali displuvi delle
acque non ha permesso di realizzare un ampio reticolo centuriato
regolare, simile a quello che troviamo a nord-est di Padova;
infatti, come si vede nell'immagine qui a fianco, si possono
notare due orientamenti che spesso si contrappongono tra di
loro: ad esempio quello nel territorio tra Gorgonzola e quello
nel territorio di Inzago (ma la stessa contrapposizione la si
ritrova nel territorio di Lissone e in quello di Concorezzo, con
la città di Monza in posizione centrale). Nell'immagine
riportata qui a fianco, le tracce della centuriazione nel
territorio di Inzago sono indicate con linee punteggiate, mentre
quelle di Gorgonzola sono state disegnate come linee
ondeggianti.
Mappa base: tavolette IGM al 25mila; gli studi sugli
allineamenti della centuriazione a cura di Paolo Lampugnani
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Analizzando,
in particolare, il territorio attorno a Inzago su una mappa con
i tematismi geologici, risulta evidente di come il pianalto con
i dolci terrazzamenti mindelliani e rissiani (di colore marrone
chiaro e marrone scuro nell'immagine) sia la causa del cambio di
orientamento delle tracce della centuriazione, se si considera
il territorio posto a est e quello posizionato a ovest di
Bellinzago Lombardo.
Si noti, invece, come gli allineamenti risultino molto più
regolari al di là del fiume Adda, nel territorio bergamasco,
dove le tracce della centuriazione si mantengono uniformemente
orientate da NNO a SSE. Quest'ultimo allineamento (che è il
medesimo che si trova anche nel territorio di Gorgonzola)
sarebbe quello tipico che dovrebbe avere mediamente tutta quanta
la Pianura Padana, essendo essa un antico golfo del mare
Adriatico, mentre l'allineamento contrapposto che si trova nel
territorio di Inzago (dove le tracce della centuriazione corrono
da NNE a SSO), è da considerarsi una leggera anomalia di natura
geologica, perché dovuta al pianalto del parco del rio Vallone.
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POSSIBILI
TRACCE DELL'ANTICA CENTURIAZIONE A SUD E A NORD DEL CENTRO
ABITATO DI INZAGO
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Tutto
il territorio a sud di Inzago è stato completamente stravolto
dopo la costruzione del naviglio della Martesana (nella seconda
metà del Quattrocento), in quanto tutta la nostra campagna è
stata, di fatto, rimodellata in funzione dei grandi vantaggi che
derivarono dall'apertura del naviglio, che garantiva una grande
abbondanza di acqua per poter irrigare in maniera costante i
vari appezzamenti di terreno durante la bella stagione. La
stessa sorte è toccata al territorio posto a nord del centro
abitato - qualche secolo più tardi - con la realizzazione del
canale Villoresi. Non è facile, dunque, immaginare quale fosse
l'aspetto della nostra campagna prima dell'apertura dei due
canali irrigui citati e, indubbiamente, la lettura e
l'individuazione sul terreno delle tracce dell'antica
centuriazione romana è un'operazione tutt'altro che semplice.
La fotografia aerea del 1954 illustrata qui a fianco, mostra le
tracce di un paio di possibili centurie a sud-ovest di Inzago,
con i lati di 710 metri.
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Anche
a nord-est di Inzago, nella campagna che si trova al confine con
il territorio di Groppello d'Adda, si possono individuare degli
appezzamenti di terreno, sulle cui capezzagne è possibile
sovrapporre con una buona approssimazione i riquadri con i lati
da 710 metri.
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